
EDIFICI STORICI DI MONTEFORTE
MONTEFORTE D'ALPONE Chiesa
Parrocchiale di Monteforte Dedicata
a S. Maria Maggiore, fu eretta a partire dal 1805 su progetto dell'arch. Conte
Bartolomeo Giullari e completata
nel 1868 col monumentale pronao, composto da colonne corinzie. Anche l'interno
è a colonne e pilastri
corinzi, e presenta un'importante decorazione pittorica, dovuta a Giovanni Bevilacqua.
Notevoli soprattutto
alcune tele, come "Gesù e la Samaritana al pozzo", attribuita a Girolamo
dai Libri e una "Visitazione" opera
di Giovanni Caliari. Venne innalzato dal Vescovo di Verona Ermolao Barbaro, su progetto di Michele da Caravaggio, tra il 1454 e il 1471, sul luogo di un precedente edificio gotico, del quale rimase solo una torre, al cui interno fu ricavata la cappella. Nel XVI secolo fu rimaneggiato e notevolmente abbellito dal Vescovo Giberti.
Chiesa (Oratorio) di SantAntonio Fu
eretto dai Vescovi verso la fine del '200 sulle rovine del castello le con materiali
dello stesso). Venne dedicata al
Santo protettore contro le malattie del bestiame. La chiesa venne rimaneggiata
all'esterno nel 1537, come testimonia
la data riportata sull'architrave in pietra della porta laterale. Verso la fine del 1500 il Comune ne assunse il patronato e nel 1650 innalzò sia l'elegante altare barocco con statue e colonne di finto marmo a spirale, sia l'abside che per anni custodì un "Cristo Moro" antico crocifisso ligneo del '500, attualmente conservato nella Chiesa parrocchiale.
Chiesa dei Cappuccini (o di S. Maria Fossa Dragone) Nota anche come S.Maria Fossa Dragone, la Chiesa dei Cappuccini si trova all'interno del cimitero comunale. Prende nome dal convento oggi scomparso dei Cappuccini che qui vissero dal 1568 al 1769. La chiesa sorge sull'asse viario dell'antica strada romana Postumia sul vettore Soave Monteforte San Bonifacio. Venne eretta in stile romanico povero nella prima metà del '300 e nei secoli successivi ha subito diverse modifiche strutturali. Il nome Fossa Dragone sembra provenire da una leggenda locale, secondo la quale la Madonna liberò le popolazioni dalla presenza di un drago che le terrorizzava. Per questo venne fatta intagliare nel legno un'immagine della Beata Vergine orante, che tiene sotto i piedi un drago. In realtà, quello del drago altro non è che il simbolo di una paura reale, quella per gli straripamenti dell'Alpone, torrente impetuoso che più volte nel passato è stato responsabile di devastazioni: un rischio che a tutt'oggi non appare del tutto scongiurato. La chiesa subì i primi interventi di rilievo nella seconda metà del '400, che le diedero l'aspetto attuale. Le pareti interne vennero affrescate (con stile per lo più bizantino) e venne ricostruito il portale con i contorni di marmo. Nel
suo interno, bellissimi affreschi del '300 e del '400; qui inoltre si trovava
la bella immagine in legno della Madonna
del Drago (XV secolo), ora conservata nella chiesa parrocchiale. La porta gotica
fu realizzata nella seconda
metà del '400.
Palazzo Comunale Posto accanto alla chiesa parrocchiale domina, con questa, piazza Silvio Venturi. Venne costruito durante la dominazione napoleonica negli anni 1811-13, su progetto di Bartolomeo Giuliari, quale sede dei capoluogo del Cantone Vili del dipartimento dell'Adige, come ricorda una lapide posta nell'atrio. Al suo interno si possono osservare alcune interessanti opere pittoriche, come la "Vergine Assunta e i Santi Francesco e Domenico" di Felice Brusasorzi (1539-1605) nella sala consiliare, "L'Adorazione dei Magi' di Giovanni Carmizzoni (1623) e la "Madonna con Bambino" attribuita a Pietro Rotar! (1707-1762), entrambe nell'ufficio del Sindaco.
BROGNOLIGO Palazzo Durlo - Montanari La corte consiste in un ampio spazio contornato da antichi edifici, tra i quali una Colombara del '400 alla quale il palazzo si affianca. La facciata presenta porte e finestre ad arco e a timpano, che danno all'insieme un carattere di eleganza ricercata. All'interno dell'edificio è visibile la "Stua grande", che con un ingegnoso sistema di condotti in cotto riscaldava tutte le stanze. Nel piazzale è visibile l'antico pozzo dove fino a qualche tempo fa la gente della corte attingeva l'acqua.
Grotta di Lourdes Si tratta di una imitazione dell'originale ad opera di Fra Claudio Granzotto, terminata nel 1947 per adempiere ad un voto fatto alla Madonna dalla cittadinanza l'I febbraio del 1944. Chiesa
Parrocchiale Dedicata a S. Stefano, fu iniziata nel 1838 e ultimata nel 1841. Qui si trova un altare con ciborio e tempietto in stile barocco, mentre ai lati del presbiterio si notano due tele del '700: "Natività" e la "Fuga in Egitto". L'antica Parrocchiale, che risale presumibilmente al primo '400, si trova in posizione sovrastante il paese e presenta un campanile con eleganti bifore nella zona campanaria. Al suo interno è visibile parte del presbiterio con l'abside e un bell'affresco, "l'Annunciazione" che probabilmente risale alla fine del '200.
COSTALUNGA La frazione si caratterizza per la presenza di alcune ville e case padronali con grandi rustici, come Villa Frigotto, circondata da mura di sasso basaltico, mentre altre dimore degne di nota sono Villa Carcereri e Villa Buri del '600 con cappella privata del 1725. Chiesa
Parrocchiale Del 1830 e nel suo presbiterio sono custodite due tele: una della fine del '600 ["Martirio di Santa Eurosia] e una della metà del 700 ["Ultima Cena'), di scuola vicentina.
SARMAZZA Chiesa di Santa Croce Sorge lungo la strada tra il centro di Monteforte e la frazione, che coincide con un tratto della via Postumia. Di antica costruzione, conserva alcuni affreschi d'inizio '300. L'abside con la volta a botte venne costruita nella prima metà del XVII secolo, e nello stesso periodo s'innalzò l'altare barocco in marmo dedicato alla Santa Croce. Sulla parete di fondo, a fianco dell'altare, si trovano affreschi del Seicento raffiguranti Santa Teresa e Sant' Agostino. All'inizio
del XVIII secolo la chiesa subì altre modifiche importanti: la relazione della
visita pastorale del 1707 riferisce
infatti che con le offerte dei fedeli si era ricostruito in marmo l'altare laterale,
consacrato alla Madonna Addolorata,
sul quale si trovava una piccola statua in pietra. Stando alla tradizione, questa
era stata ritrovata nei
campi vicini: un contadino, arando, l'aveva disseppellita dalla terra e i suoi
buoi vedendola si erano fermati e inginocchiati,
rifiutandosi di proseguire.
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