Alcune notizie dal mondo del vino

Il Veneto è la regione italiana maggiore produttrice di vini a DOC e DOCG. Quantità che è anche qualità basta citare Amarone,

Prosecco, Soave, Bardolino, solo per fare alcuni nomi. Il valore della produzione enologica (riferito all’anno 2002) è di

€558.940.266, pari al 10,9 per cento della Produzione Lorda Vendibile agricola regionale (che ammonta a €4.453.225.685).

Relativamente al 2003, gli ettari a vigneto sono 76.577; la produzione media di uva è di 131 quintali per ettaro; La produzione di

uva totale è di 10.071.990 quintali (raccolta=10.031.837 quintali); La produzione di vino è stata di 7.299.930 ettolitri; dei quali

4.307.597 ettolitri di vino bianco (59 per cento); 2.992.333ettolitri (41 per cento) di rossi e rosati. La produzione 2003 di vini a DOC

e a DOCG è complessivamente di 2.404.638 ettolitri, dei quali 1.582.510 (65,8 per cento) di bianchi; 793.400 (33 per cento)

ettolitri di rossi; 28.728 ettolitri (1,2 per cento) di rosati. ( Fonte: Elaborazioni Regione Veneto -U.P.Statistica su dati Istat e Regione). 

 Questi i grandi numeri del vino veneto: 

anni

 HL produzione complessiva

% su Italia

HL di DOC e DOCG

% su Veneto

% su DOC e DOCG Italia

1998

8.737.999

15,36

2.844.792

32,6

 

1999

9.066.021

15,61

2.444.445

27,0

 

2000

8.532.758

15,78

2.247.837

26,3

 

2001

8.384.701

16,03

2.211.250

26,4

 

2002

6.662.887

15,72

2.299.595

34,5

 

2003

7.299.930

17,51

2.404.638

32,9

17,38

 

 "La proposta di modifica del Regolamento N.753/02 sulle modalità di designazione, denominazione, presentazione, protezione dei

vini, che riservava all'Italia la protezione nell'uso di 17 "menzioni" tradizionali, rischia di favorire ulteriormente la diffusione

internazionale di imitazioni che si richiamano ai nostri vini di eccellenza senza avere nulla a che fare con la realtà produttiva

nazionale. Una preoccupazione comune a tutti i Paesi europei produttori di vino che hanno votato contro la proposta di modifica

nel Comitato di gestione. Ci auguriamo che il Collegio dei Commissari che dovrà esprimersi definitivamente sulla nuova normativa

accolga queste perplessità e riveda i contenuti della proposta che rischia di rompere il legame tra i prodotti e il territorio che

rappresenta il vero valore aggiunto della vitivinicoltura italiana ed europea." Sono questi i contenuti del telegramma inviato dal

Presidente della Coldiretti Paolo Bedoni al Presidente della Commissione Europea Romano Prodi e al Commissario alla

Concorrenza Mario Monti.  

 Se infatti saranno approvate le proposte di modifica del Regolamento N.753/02 sulle modalità di designazione, denominazione

 presentazione e protezione dei vini si avrà definitivamente - sottolinea la Coldiretti - il via libera alla vendita del Brunello argentino,

dell'Amarone sudafricano, del Morellino neozelandese, del Vinsanto australiano, del Recioto cileno e del Gutturnio Made in Usa.

Una scelta giustificata dalla volontà di favorire l'accordo sul commercio internazionale sotto la pressione proprio di Australia, Usa,

Nuova Zelanda e Sud-America dove - afferma la Coldiretti - maggiormente si nascondono le imitazioni dei nostri prodotti più tipici.

Un regalo alla " vinopirateria " internazionale che - precisa la Coldiretti - già colpisce pesantemente le produzioni italiane di vino a

denominazione di origine determinando danni miliardari alle nostre esportazioni che nel 2003 hanno segnato una pesante battuta

d'arresto con un calo del 17% su base annua e una flessione del 2% in termini di incassi nonostante l'aumento dell'8% dell'export

nazionale di Brunello di Montalcino negli Stati Uniti. L'Italia è il secondo Paese produttore di vino in Europa e può contare su un

patrimonio di 427 vini Docg, Doc e Igt, che rappresentano il 60% della produzione nazionale di vino che genera un fatturato

complessivo di circa 8,5 miliardi di Euro e un valore delle esportazioni superiore ai 2,5 miliardi di Euro, la principale voce

dell'export agroalimentare nazionale. La lotta all'agropirateria è un passaggio fondamentale del negoziato del WTO per garantire

un commercio leale e salvaguardare le produzioni tradizionali dalle contraffazioni internazionali, a vantaggio dello sviluppo locale

di tutti i Paesi. L'attenzione nei confronti della tutela dei prodotti alimentari tipici minacciati dalle imitazioni - conclude la Coldiretti

- è una scelta di trasparenza di mercato che per l'Europa e l'Italia ha anche un'importante ricaduta economica e occupazionale.

( fonte: Coldiretti News)

 -  Probabilmente è uno degli eventi gastronomici di maggiore tradizione e successo d’Italia: ogni volta registra dai 10000 ai 12000

coperti nella ventina di ristoranti partecipanti. Da ben 32 anni. Un record di longevità per una manifestazione nata quando il grande

tema di successo di oggi, l’enogastronomia, era ben lungi da venire, e che, nonostante l’alta vocazione turistica della zona, è

frequentatissima dalla gente del posto. Si tratta della Settimana della Buona Cucina della Valle Isarco ("Eisacktaler Kost"), in

programma quest’anno dal 12 al 28 marzo 2004 nella valle altoatesina in cui la primavera arriva per prima: anche quando le sue

zone sciistiche (Plose, Maranza, Valles intorno a Bressanone, Monte Cavallo, Racines, Ladurns intorno a Vipiteno, per un totale

di 140 km di piste), rimangono perfettamente innevate.  Ogni anno questo connubio unico fra sci e gastronomia, promosso dal

Consorzio Turistico Valle Isarco in collaborazione con l'Unione Albergatori e Pubblici Esercenti dell'Alto Adige, ha un tema diverso,

sempre all’insegna della tradizione tramandata nella ‘culla’ della gastronomia altoatesina, la Valle Isarco, ma anche dell

’innovazione e dell’interpretazione da parte dei giovani chef. Negli anni scorsi protagonisti via via sono stati i prodotti caseari, i

prodotti del maso contadino, i cereali. Quest'anno, per la XXXII edizione, il tema si discosta leggermente dalla cucina in senso

stretto, per assumere connotazioni anche estetiche:  l’allestimento dei piatti e della ‘tavola imbandita’. Non mancheranno piatti

tradizionali della cucina tirolese (dai Knödel agli Schlutzkrapfen, dalla Weinsuppe al Gulasch, dal “Gröstl” al Kapuzinerfleisch),

che si alterneranno con altre proposte moderne sempre legate al territorio. I ristoranti coinvolti vanno da quelli ben piazzati nelle

guide gastronomiche, alle trattorie tipiche a conduzione familiare. Presso i locali, si può partecipare a un quiz a premi, sempre sul

tema della tavola, e ricevere in regalo un oggetto artistico.

Possibilità di pacchetti settimanali da 350 euro circa mezza pensione. Le cene della ‘Buona Cucina’ sono a pagamento,

preferibilmente su prenotazione. INFO: CONSORZIO TURISTICO VALLE ISARCO, Bastioni Maggiori 26/a, 39042 Bressanone

(BZ), tel. 0472.802232, fax 0472.801315. www.valleisarco.info; info@valleisarco.info

- Sono solo due i vini veneti presenti nella speciale classifca "100 Top Wines" stilata ogni anno dalla rivista americana "The Wine

Spectator"; il bianco Soave Cl.Sup. "Contrada Salvarenza" 2001 di Gini e il rosso "Palazzo della Torre" 1999 di Allegrini. Nelle

prime dieci posizioni figurano solo vini francesi o americani, mentre il primo italiano, un supertuscan, compare al decimo posto.

Per stilare la classifica, in grado di orientare il mercato di tutto il mondo, gli esperti del Wine Spectator hanno degustato alla cieca

oltre 12.000 vini. La Top 100 valuta il vino secondo tre criteri: qualità, valore (prezzo), disponibilità (produzione), con in più un

“fattore x” che può essere definito “excitement”. Un altro Soave, questa volta il Calvarino Soave Classico Superiore 2001 di

Pieropan, compare invece nella classifica dei 100 migliori vini del 2003 della rivista "Wine Enthusiast". 

 -  Il Consorzio tutela vini Soave e Recioto di Soave, in collaborazione con l'Organizzazione nazionale assaggiatori di vino (Onav),

dà il via ad un corso per assaggiatori di vino. Articolato in diciotto lezioni che prenderanno il via il 20 gennaio, il corso sarà ospitato

nella sede della Casa del Vino a Soave e avrà una frequenza bisettimanale. Il primo degli incontri, quello del 20 gennaio, sarà

dedicato all'illustrazione della realtà onavistica e al ruolo dell'assaggiatore.
Da quello successivo il corso, rivolto a curiosi del vino ma anche a chi occupato nel settore voglia accrescere il proprio bagaglio

culturale, entrerà nel vivo e approfondirà, grazie all'intervento di professionisti del settore, i temi legati alla fisiologia dei sensi, alla

percezione degli stimoli, all'olfatto, alle soglie gustative e alla tecnica dell'assaggio. Da febbraio si inizierà a parlare di viticultura,

uve e mosti, fermentazioni, vinificazione in rosso e in bianco, conservazione dei vini e loro evoluzione, parametri analitici e

componenti del vino. Le lezioni affiancheranno alla parte teorica anche delle degustazioni guidate che vedranno protagoniste

alcune Doc veronesi come il Soave, l'Arcole e il Bardolino, il Valpolicella e l'Amarone, il Valdadige e il Lessini Durello  oltre ad una

selezione di spumanti, vini veneti, friulani, trentini, piemontesi, toscani, siciliani e sardi come anche internazionali. Marzo sarà

infine dedicato al giornalismo enogastronomico, ai vini speciali, alla legislazione e all'etichettatura dei vini, al rapporto tra vino e

salute, all'armonizzazione dei cibi con i vini e al ripasso generale prima dell'esame conclusivo al termine del quale sarà rilasciato

ai corsisti un attestato che consentirà a chi lo vorrà di entrare a far parte delle commissioni camerali di assaggio. Per le iscrizioni

ci si può rivolgere, fino ad esaurimento dei posti disponibili, alla Casa del Vino chiamando il martedì ed il mercoledì, dalle 17 alle

18.30, il numero 045.7681578 oppure 347.1116088

400.000 bottiglie per il debutto del Soave Superiore Docg. Parte alla grande la nuova avventura della 3=B0 Docg del Veneto, la

seconda nella zona del Soave dopo quella del Recioto di Soave, ottenuta nel 1998.Alla presenza di una qualificatissima

rappresentanza di produttori e autorità, il Presidente del Consorzio di Tutela, avv. Gian Antonio Martinelli, ha ufficialmente aperto la

commercializzazione della nuovaDocg stappando un magnum di Soave Superiore Docg con il relativo contrassegno del Ministero

dell'Agricoltura. E' la prima bottiglia delle 400.000 che arriveranno in questi giorni sul mercato.
Sono già pronti i vini di 13 aziende mentre altrettanti vini sono ancora in affinamento. Più di 150 sono gli ettari iscritti alla Docg da

106 aziende viticole per una produzione al primo anno di quasi 5000 Hl. Dell'annata 2002 si presume saranno in commercio

complessivamente 550.000 bottiglie, per un valore stimabile in 6/8 milioni di euro.
Questa la carta d'identità della nuova Docg:.
La base ampelografica rimane quella storica del Soave, con almeno il 70% di Garganega: è consentito l'impiego, fino ad un

massimo del 30%, diTrebbiano di Soave, Chardonnay e Pinot Bianco, mentre viene escluso il Trebbiano Toscano, che prima era

consentito sino al 15%.
La zona di produzione è limitata alla sola area collinare già prevista per il Recioto di Soave DOCG.
Nuove regole anche per gli impianti: i vigneti nuovi dovranno essere solo a parete (Guyot e cordone speronato) con almeno 4000

piante per ettaro.
La resa è ridotta a 70 ettolitri/ettaro, e il vino in bottiglia avrà una gradazione minima di 12 gradi alcool (12,5 per le tipologie riserva)

ed un importante estratto netto di 20 grammi per litro. Il Soave DOCG potrà essere messo al consumo solo dal 31 marzo dell'anno

successivo alla vendemmia, ma le aziende hanno già proposto lo slittamento di questa data al 1 settembre, e previo affinamento in

bottiglia per almeno tre mesi, così da salvaguardarne ed esaltarne le caratteristiche di maturità e complessità. Per i vini affinati

almeno due anni, è prevista l'introduzione della tipologia Riserva.

 

                

 

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